In attesa del nuovo blog, direttamente da Webnews:

Secondo le stime di Gartner, il numero di personal computer venduti in tutto il mondo è cresciuto più del previsto nel primo trimestre del 2012, ma il settore soffre ancora della grande competizione dei tablet. Il mercato dei PC ha visto crescere le proprie vendite dell’1.9% rispetto al 2011, una crescita equivalente a 89 milioni di computer venduti, superando così le aspettative iniziali dell’1.2%.

Nonostante i risultati sommariamente positivi, e confermati anche dalle stime di IDC che danno il mercato in crescita del 2.3%, quello dei personal computer è un settore che continua ad essere in difficoltà. I primi indiziati di questo stato di difficoltà sono i tablet, ed in particolar modo gli iPad. Ma non solo: secondo Gartner il calo delle vendite di PC si verifica anche in Cina e India, mercati in cui la diffusione dei computer è ancora bassa, a testimonianza di un vero e proprio passaggio epocale nel quale la stanzialità della postazione desktop non sposa più in toto le esigenze degli utenti.

Probabilmente parte del calo è dovuta anche al periodo post-vacanze, sebbene i dati di Gartner mostrano comunque risultati più bassi della normale crescita. A questo si aggiunge anche la fase di carenza di hard disk, che ha avuto un impatto sul settore imponendo prezzi al rialzo.

Ma secondo Loren Loverde, di IDC, «La storia ha dimostrato che i periodi di rallentamento della crescita sono seguiti da fasi di recupero […], ci aspettiamo che le spedizioni di PC tornino ad essere significative nel quarto trimestre».

Tra i produttori domina Hewlett-Packard, che ha rafforzato la propria posizione di leader con il 17.2% delle spedizioni, seguita da Lenovo che ha una quota del 13.1% e ha visto aumentare le sue spedizioni del 28.1%. Il gruppo ha vissuto infatti una buona parentesi in borsa, recuperando in parte il salasso dei mesi antecedenti.

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Twitter e…gli anni ‘80

Ho letto il seguente post sul wall di Facebook di un amico. Grottesco, ma carino…

Buona Pasqua!

“Una societa’ italiana ed una giapponese decisero di sfidarsi annualmente in una gara di canoa, con equipaggio di otto uomini. Entrambe le squadre si allenarono e quando arrivo’ il giorno della gara ciascuna squadra era al meglio della forma, ma i giapponesi vinsero con un vantaggio di oltre un chilometro. Dopo la sconfitta il morale della squadra italiana era a terra. Il top management decise che si sarebbe dovuto vincere l’anno successivo e mise in piedi un gruppo di progetto per investigare il problema.

Il gruppo di progetto scopri’ dopo molte analisi che i giapponesi avevano sette uomini ai remi e uno che comandava, mentre la squadra italiana aveva un uomo che remava e sette che comandavano. In questa situazione di crisi il management dette una chiara prova di capacita’ gestionale: ingaggio’ immediatamente una societa’ di consulenza per investigare la struttura della squadra italiana.

Dopo molti mesi di duro lavoro, gli esperti giunsero alla conclusione che nella squadra c’erano troppe persone a comandare e troppe poche a remare. Con il supporto del rapporto degli esperti fu deciso di cambiare immediatamente la struttura della squadra. Ora ci sarebbero stati quattro comandanti, due supervisori dei comandanti, un capo dei supervisori e uno ai remi. Inoltre si introdusse una serie di punti per motivare il rematore: “Dobbiamo ampliare il suo ambito lavorativo e dargli piu’ responsabilita’”.

L’anno dopo i giapponesi vinsero con un vantaggio di due chilometri. La societa’ italiana licenzio’ immediatamente il rematore a causa degli scarsi risultati ottenuti sul lavoro, ma nonostante cio’ pago’ un bonus al gruppo di comando come ricompensa per il grande impegno che la squadra aveva dimostrato.

La societa’ di consulenza preparo’ una nuova analisi, dove si dimostro’ che era stata scelta la giusta tattica, che anche la motivazione era buona, ma che il materiale usato doveva essere migliorato.

Al momento la societa’ italiana e’ impegnata a progettare una nuova canoa.”

Tommy Emmanuel - Live @ Alcatraz, Milan.

Save your best bits

Ricordi Sudafricani

Da leggere:

“Uno studio del 2011, effettuato da Google Research, ha fatto il punto sulla situazione delle ricerche online, focalizzando l’attenzione in particolar modo sul peso degli annunci sui click. Secondo lo studio l’89% dei click provenienti dagli annunci di ricerca sono infatti incrementali, spostando così alcune credenze che una analisi superficiale del motore potrebbe rivelare. Questo si traduce nel fatto che l’89% delle visite al sito dell’inserzionista, quando provenienti da un annuncio, non sono sostituite da click organici quando gli annunci di ricerca sono in pausa. Ciò significa pertanto che una saggia opera di promozione è qualcosa che funziona a prescindere dallo sforzo SEO che si porta avanti, rendendo la pubblicità sul motore una scelta che deve percorre una strada progettuale e strategica propria.

Secondo Google lo studio pone due importanti quesiti ulteriori. Innanzitutto: quante volte l’impression di un annuncio è accompagnata da un risultato organico. In secondo luogo, invece, ci si chiede come l’incremento dei click pubblicitari vari a seconda del ranking tra i risultati organici.

David Chan, capo ricercatore di Google in questo studio, ha affermato che, una volta pubblicato il primo articolo, la società ha ricevuto numerose domande che chiedevano dettagli circa l’incremento e i possibili risultati che ci si può aspettare, così da pesare eventuali investimenti sulla base dei risultati ottenuti a livello di posizionamento delle proprie pagine (una strategia votata all’ottimizzazione degli investimenti impone di guardare in entrambe le direzioni contemporaneamente).

I nuovi risultati pubblicati da Google rivelano che l’81% delle impression pubblicitarie e il 66% dei click sugli annunci si verificano in assenza di un risultato organico associato nella prima pagina dei risultati di ricerca. Se per gli inserzionisti i cui risultati di ricerca organici sono dal 2° al 4° posto, l’81% dei click sono incrementali, per coloro che si trovano dal 5° posto in giù, il 96% sono incrementali. Ovviamente Google tiene a precisare che, pur trattandosi di tendenze globali, i risultati per gli inserzionisti individuali possono variare.”

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